FAMIGLIA SPERANZA

Obiettivo dell'esercitazione

Creare una pagina web con testo a piacere. In particolare si devono svolgere correttamente i seguenti punti:

Progetti dell'Associazione

  1. R. D. Congo - Progetto “FAMILLE ESPOIR”
  2. BURUNDI - Centri “Akamuri” di Bujumbura e Bubanza
  3. BURUNDI - PROGETTO “SCUOLA DEI MESTIERI” MISSIONE DI BUGWANA

R. D. Congo - Progetto “FAMILLE ESPOIR”

Recupero dei minori di strada nelle baraccopoli dei quartieri periferici di Bukavu, capoluogo della Regione Sud-Kivu nella R. D. del Congo.

Si tratta di quartieri periferici sorti spontaneamente sui pendii delle colline franose che delimitano la città costruita in riva al lago Kivu. Vi si affollano centinaia di migliaia di persone provenienti soprattutto dalle zone interne o di confine, sistemate in modo promiscuo in piccolissime baracche costruite con assi, lamiere e cartoni. Qui, l’ Associazione "Famille Espoir" opera, attraverso i soci e i volontari locali, per il recupero dei ragazzi di strada o nella strada. Sono attualmente un centinaio i minori assistiti, ma tendono ad aumentare in continuazione, li inseriamo nella scuola pagando le tasse scolastiche e seguendone la frequenza ed il rendimento, organizziamo attività ludiche e formative anche durante le vacanze scolastiche, curiamo la loro salute ed igiene, li dotiamo di abbigliamento decoroso e di materiale scolastico. Circa 30 dei bambini più piccoli sono stati inseriti in nuclei familiari già numerosi, ma che si sono aperti generosamente all'accoglienza di questi minori senza famiglia: una testimonianza di solidarietà tra i più poveri che ci ha molto impressionato e fatto riflettere.
Obiettivo del nostro intervento è dare dignità e consapevolezza ad ognuno di questi ragazzi, preparandoli a diventare protagonisti delle loro vite e del futuro del loro paese. Si punta anche al ricongiungimento familiare, ove possibile, sostenendo ed incentivando le famiglie anche attraverso il micro-credito per finanziare piccole attività lavorative e commerciali.
I primi ragazzi aiutati hanno conseguito diplomi professionali ed ora lavorano e rientrati nelle loro famiglie d’origine, se ne prendono cura. Alcuni, i più dotati e volenterosi, stanno ancora studiando, uno di loro ha iniziato nel 2011 a frequentare la Facoltà di Economia del territorio all'Università di Uvira (sud di Bukavu, confine col Burundi).
Situazione simile a quella di Bukavu la troviamo nella cittadina di Uvira, verso il confine con il Burundi ed anache qui, soci e volontari dell’Associazione “Famille Espoir” si attivano a favore dei minori nella strada.

BURUNDI - Centri “Akamuri” di Bujumbura e Bubanza

“Amate, rispettate, valorizzate ciò che io sono”. Questo è il motto del centro “AKAMURI” dove bambini e ragazzi disabili fisici e mentali sono curati e assistiti.

Il centro ha sede a Bujumbura, capitale del Burundi, nel quartiere di Jabe, ma i ragazzi seguiti in tutto il Burundi sono oltre 600 fra il Centro di Jabe, le succursali nei quartieri periferici e più poveri e il Centro nella città di Bubanza.
“Akamuri”, in lingua kirundi, significa piccola fiamma. Il nome è stato scelto dai genitori e dagli educatori di questi ragazzi disabili ed ha un duplice significato: “Per comprendere questi ragazzi noi abbiamo bisogno di una piccola luce perché essi sono molto diversi dagli altri. Inoltre essi hanno una logica loro pur se appaiono non intelligenti. Loro stessi sono luce gli uni per gli altri, infatti tra loro non esiste l’ egoismo, ma per quanto possono si aiutano molto, reciprocamente”.
I centrI si occupano dei ragazzi in quattro ambiti: la rieducazione fisica, lo sviluppo intellettivo, la formazione ed infine l’inserimento nella società.
La maggior parte dei ragazzi soffre di infermità moto-cerebrale (IMC) a causa della sofferenza subita durante il parto. Facendo molta riabilitazione migliorano le loro capacità, ma non potranno mai guarire. Circa un centinaio è affetto dalla sindrome di Down, alcuni da autismo e i rimanenti da disabilità varie.
Nei centro ci si sforza di dare una rieducazione adatta ad ognuna di queste patologie con l’obiettivo, per tutti, di trovare una propria autonomia e di integrarsi il meglio possibile nella società. Li si abitua anche a coltivare ortaggi, allevare conigli e polli, a curare il giardino.
Con la rieducazione ci si sforza di far muovere e camminare il bambino, con la sua educazione l’obiettivo è lo sviluppo intellettivo , farlo parlare perché la maggior parte dei bambini non sa parlare quando inizia a frequentare il centro ed in entrambi gli ambiti si lavora per  far raggiungere il maggior grado di autonomia possibile. Ci si fa carico anche di una formazione socio-professionale per i ragazzi più grandi con l’agricoltura, l’allevamento, la falegnameria, il mulino, i laboratori per fabbricare il sapone e oggetti in cartapesta ed infine un piccolo ristorante. Molto spazio viene dato anche ai genitori di questi bambini, si aiutano ad accettare la disabilità dei propri figli, culturalmente considerata una maledizione per colpe commesse, si ascoltano, consigliano e soprattutto si insegna loro a rapportarsi con il bambino disabile in questo lento e difficile percorso.
Nei centri operano una ventina di educatori e fisioterapisti aggiornati da specialisti europei che, volontariamente e a titolo gratuito, prestano la loro professionalità, appartengono per lo più agli Organismi umanitari “Handicap International” e “Médiciens  sans vacances”.
l centri “AKAMURI” appartengono alle Diocesi di Bujumbura e di Bubanza e sono riconosciuti dallo Stato, ma da queste istituzioni ricevono contributi minimi e non continuativi.
Dal marzo 2012 i centri sono affidati alla responsabilità  delle Suore appartenenti alla Congregazione delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli, coordinatrice è Suor Philimine Bafitimana.
La nostra Associazione  sostiene i centri provvedendo a varie necessità affinché la piccola fiamma nel cuore di Bujumbura e di Bubanza non si debba  spegnere e soprattutto non si spenga la speranza nel cuore dei  tanti bambini e ragazzi che da essa traggono sostegno e motivo di vita.

BURUNDI - PROGETTO “SCUOLA DEI MESTIERI” MISSIONE DI BUGWANA

Scuola artigianale per imparare i mestieri di falegname, muratore, coltivatore, con alfabetizzazione.

La “Scuola dei Mestieri” è una scuola ideata e realizzata da padre Bruno Ghiotto, missionario saveriano vicentino, dal 1970 in Burundi. Nelle missioni in cui padre Bruno ha operato nel corso di tanti anni, ha sempre riscontrato un elevato tasso di analfabetismo fra i giovani e una diffusa difficoltà a svolgere un lavoro a causa della mancanza di una formazione di base. Negli anni, ha così ideato e sviluppato quella che egli stesso chiama la “Scuola dei Mestieri” dove ragazzi e ragazze ricevono un’alfabetizzazione di base e nel corso dei tre anni di frequenza imparano un lavoro.
Già in tre zone del Burundi sono ancora operative queste scuole create da padre Bruno e quando nel 2005  ha ricevuto l’incarico dai superiori e dal Vescovo di Muynga,  diocesi nel nord del Paese, di creare una nuova missione ha iniziato la costruzione delle strutture principali ma contemporaneamente ha iniziato la costruzione di quella scuola che lui considera una priorità per i giovani.
Così nel 2008  si è avviato il primo anno scolastico con grande affluenza di allievi e con l’attivazione di sei corsi attualmente frequentati da oltre 200 ragazzi:sartoria e ricamo agricoltura falegnameria edilizia lavorazione della terracotta ed il corso di alfabetizzazione comune a tutti gli allievi.
La ricaduta sociale ed economica di questa Scuola è elevata, come hanno dimostrato le precedenti esperienze nelle altre missioni, a maggior ragione lo sarà per questo territorio di Bugwana, lontano dai centri abitati più importanti, molto povero e insalubre a causa della malaria che ancora oggi è la principale causa di morte nella regione.
La nostra Associazione sostiene la “Scuola dei Mestieri” finanziando i salari degli insegnanti ed il materiale necessario allo svolgimento delle attività.